Scommettiamo?
di
Dario Mazzocchi
| 24 febbraio, 2012
| 3 commenti
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Cose che magari non vogliono dire molto, ma potrebbe valere
anche il contrario. È così capitato di ritrovarsi in una chat
organizzata da un sito sportivo irlandese in vista della partita
degli Azzurri sabato a Dublino per il 6 Nazioni. Piacevole
conversazione con il giornalista dall'altra parte del computer:
disquisizioni tecniche e tattiche. Ed infine la domanda: qual è il
tuo pronostico? Nel rugby la faccenda è più complessa perché non
basta accennare ad un risultato finale, solitamente infatti si
parte considerando i punti che potrebbero separare le due
squadre.
Ecco, magari non vuol dire granché, ma è il segnale che si è
alle prese con un'altra cultura. In Italia prima di azzardare un
pronostico si aggiunge "ma potrei sbagliarmi", oppure "sai, è
difficile". O ancora: "Dico 2-0 però non escludo sorprese". No, da
Oltremanica hanno chiesto una roba schietta, senza aggiunte e
fronzoli: d'accordo, gli interlocutori sono irlandesi, non
britannici doc, ma sono così geograficamente contigui (e sono
celtici come i gallesi e gli scozzesi) che i bookmaker li trovi ad
ogni angolo di strada, per scommettere su qualsiasi cosa. La
scommessa non vive senza pronostico: una volta a Cardiff è capitato
di scommettere su chi avrebbe segnato la prima meta in un match tra
il Galles e la Nuova Zelanda e per un passaggio non si è portata a
casa una bella somma.
Dunque, tornando al punto di cui sopra: è cultura, non puoi
farci nulla. Ci si sbilancia, si mette in conto di spararla grossa,
di prendere male - anche parecchio - le misure, ma basta mostrare
fiducia nei propri mezzi e allora poco importa: al più si ammette
di aver cannato. O si passa a riscuotere il credito perché la self
confidence conta, eccome, e quel risultato lo si azzecca senza
affidarsi puramente al caso, ma da un ragionamento completo. I
"potrei sbagliarmi", "è difficile dirlo", "non c'è da escludere
l'eventualità che" sono di chi concerta, tentenna e dopo aver
promesso per giorni, settimane, mesi o anni, si rimangia tutto. Sì,
tipo le liberalizzazioni, il merito, la competizione. La storia la
conosciamo già e il pronostico (si faranno o no? cambierà il
sistema o rimarrà tutto uguale?) è scontato.
Ps: Cosa? Come finisce tra Irlanda e Italia? La risposta dopo la
partita...