Sancta Santorum
di
Simone Bressan
| 4 gennaio, 2012
| 3 commenti
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Ufficialmente ha vinto Mitt Romney per 8 voti, moralmente il
trionfatore di questo caucus dell'Iowa si chiama Rick Santorum e
per molti è una delle più grandi sorprese politiche dai tempi di
Barack Obama.
Chi è
Figlio di immigrati italiani (il papà è nato a Riva del Garda e la
madre è metà irlandese e metà italiana) è un fervente cattolico che
piace (almeno per ora) agli evangelici. Avvocato di
Pittsburgh, Pennsylvania è stato parlamentare americano dal
1991 al 2007, prima alla Camera (1991-1995), poi al Senato
(1992-2007). Non proprio un perfetto sconosciuto, quindi. I suoi
inizi in politica risalgono alla metà degli anni ottanta, quando
finisce a fare il volontario per il senatore repubblicano
John Heinz. Una breve carriera a cavallo tra politica e
amministrazione e nel 1990 il grande salto: sfida e batte Doug
Walgren, democratico in carica da sette mandati e muove così i
primi passi a Washington. Capace di grandi imprese e di cadute
colossali - di cui diremo dopo - Rick sceglie di sfidare il Partito
Democratico anche al senato. Così, nel 1994 sconfigge l'uscente
Harris Wofford e si assicura un seggio nella camera alta.
Tutto fila liscio fino al 2006 quando, in una delle elezioni più
difficili per gli uscenti targati Gop, finisce letteralmente
asfaltato da Bob Casey, democratico e figlio dell'ex governatore
della Pennsylvania Robert. In quella campagna elettorale
Santorum commetterà una serie di errori di comunicazione a dir poco
dilettanteschi con accuse infondate all'avversario, attacchi
al "femminismo radicale" e apocalittici appelli al voto tutti
basati sul pericolo islamista. Il suo avversario vince facile, con
il maggior scarto mai registrato per un deputato uscente della
Pennsylvania. Sembra finita lì, e invece no. Santorum torna sotto i
riflettori nel 2008 quando fa un endorsement pubblico a favore
della candidatura di Mitt Romney alla Casa Bianca. Quattro anni
dopo ne diventa il principale sfidante.
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