Dumb Left
di
Cristina Missiroli
| 21 gennaio, 2012
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"Sono davvero cosi stupidi? Possono davvero essere cosi
imbecilli?". La sinistra della blogosfera americana questa volta ha
perso la pazienza . Ed è passata agli insulti
pesanti. A scrivere così (e anche di molto peggio) è stato niente
meno che Daily Kos, blogstar della sinistra progressista
statunitense. Post e articoli dello stesso tenore sono stati
pubblicati negli ultimi giorni sui siti più frequentati dai liberal
Usa. Gli "stupidi" e gli "imbecilli" sono il presidente Obama e i
deputati Democratici. L'accusa è pesante: preferire gli assegni di
Hollywood alla battaglia per la libertà su internet. E - cosa che
il lato sinistro della Rete proprio non riesce a perdonare - il
fatto che i deputati liberal si siano fatti scavalcare dai
"maldetti repubblicani" nella difesa dei diritti del cyberspazio.
Regalando così la moderna battaglia di un'intera generazione agli
odiosi conservatori.
Ma andiamo con ordine. I fatti sono noti: questa settimana la
Rete si è aggiudicata il primo round della guerra di internet.
Venerdì il Congresso americano ha rinviato sine die il Sopa (Stop
Online Piracy Act) e il Pipa (Protect IP Act), le due
contestatissime proposte di legge per la difesa del copyright.
Eppure fino a qualche settimana fa la strada verso l'approvazione
dei due provvedimenti sembrava - se non spianata - almeno
aperta.
Probabilmente nulla avrebbe disturbato l'approvazione di Sopa e
Pipa se la questione fosse rimasta tutta interna ai corridoi di
Washington. Lobbisti dell'industria dell'intrattenimento e politici
(soprattutto democratici) avevano già quasi chiuso il cerchio e si
preparavano ad incassare una vittoria storica che, a detta di
alcuni, avrebbe portato il diritto americano molto vicino a quello cinese.
Le cose sono andate diversamente. La protesta della Rete è montata
a tal punto da costringere i deputati ad approfondire lo studio
della questione.
Gli attivisti della battaglia contro Sopa e Pipa hanno condotto
un monitoraggio puntuale su tutti gli aventi diritto al voto,
costringendo ciascuno ad esprimersi in un modo o nell'altro. Il
risultato? In pochi giorni, sotto la pressione dell'opinione
pubblica, la maggioranza del Congresso è rapidamente passata da
favorevole a contraria ai provvedimenti. Persino alcuni co-sponsor
delle due leggi hanno sollevato nuovi dubbi e hanno deciso di
togliere la firma.
Ma, con grande scorno delle blogstar di sinistra, tutto il loro
agitarsi ha avuto più successo presso i repubblicani che presso i
democratici. E infatti i primi e i più numerosi a fare dietro front
sono stati i rappresentanti del Gop. Fino a che, nel
corso di un tradizionale dibattito televisivo in vista delle
primarie, tutti e quattro i candidati repubblicani alla Presidenza
- Romney, Gingrich, Paul e Santorum - hanno preso le distanze dai
provvedimenti strangola-internet.
Molto più timidi, invece, i passi indietro e i ripensamenti dei
deputati democratici. Spesso addirittura imbarazzati, i liberal
hanno dato chiaramente la sensazione di voler prender tempo, per
tornare alla carica tra breve e non tradire le aspettative
dell'industria di Hollywood, potente macchina che produce da anni
consenso e denaro per il partito democratico.
Forse - insieme alla mobilitazione della Rete - anche il caso il
caso di Megaupload ha avuto una piccola parte nel cambiamento
dell'agenda politica americana. Il famosissimo sito per lo scambio
di film, programmi e file è stato chiuso proprio venerdì dal Fbi. A
dimostrazione di come si possa combattere l'illegalità applicando
le leggi esistenti senza bisogno di creare nuovi mostri giuridici.
Come ha chiaramento detto Newt Gingrich: "Penso che abbiamo un
ufficio brevetti, una legislazione sul copyright. Se una società,
in buona fede, scopre di aver subito una violazione, ha il diritto
di agire in giudizio. Ma l'idea che preventivamente il governo
debba cominciare a censurare Internet per conto delle grandi
società e dei loro interessi economici, mi sembra esattamente la
cosa sbagliata da fare".
Una posizione che sembra dare definitivamente ragione ai timori
espressi qualche giorno fa da Daily Kos che parlando della
posizione dei Democratici si chiedeva incredulo: "Lasceranno
davvero questo tema ai Repubblicani, regalandogli questa immensa
vittoria pubblica, e rimanendo con nulla in mano se non il pubblico
scorno quando Sopa e Pipa saranno bruciati?".