Cinque motivi
di
Nicola Bressan
| 20 gennaio, 2012
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Rick Perry saluta i suoi fans su Facebook con un sibillino
"Anita and I thank for your support". Non aggiunge molto altro sui
motivi del suo abbandono, così come molto poco ha spiegato in
conferenza stampa. Politico.com riporta invece un
interessante articolo
a firma Maggie Habermann nel quale spiega quali sono state le 5
probabili cause che hanno affondato il governatore del Texas.
Il primo fattore è forse quello che colpisce di più: "The fire in
the belly wasn't there at the start" ovvero il governatore texano
non era pronto oppure il suo cuore non lo era. Dopo aver annunciato
la sua candidatura il 13 agosto con un "head of steam", non c'è
stato un vero e proprio secondo atto nel quale Perry potesse far
valere le sue idee e la sua forza conservatrice: "The moment he was
forced to talk issues he revealed just how ill prepared he was to
be a candidate. He had clearly thought little about foreign policy
and his answers to questions about the topic had the feel of a
student who had crammed for an exam by committing a few lines to
memory".
Il secondo motivo riguarda il suo programma: "Il messaggio non era
chiaro". Secondo Haberman, Perry ha speso poco tempo nelle sue
prima settimane a parlare di quello che sarebbe stato il suo
biglietto da vista (aver creato nuovi posti di lavoro in Texas
creando un record considerevole) e non era disposto a difendere
molte delle cose che conteneva. Dopo alcuni dibattiti mal
impostati, ha cercato di far passare il suo messaggio come quello
di un qualsiasi anti - Wall Street, un Washington outsider. Fino a
diventare, qualche giorno prima dei Caucus, un candidato tutto
sbilanciato sulla fede, sperando in un effetto benefico tra
l'elettorato evangelista dell'Iowa.
Il terzo punto invece spiega il suo vero e proprio tallone
d'Achille: "He just couldn't debate". Esemplare il dibattito in
Michigan del 9 novembre quando a Perry sfuggì il nome della terza
agenzia federale che voleva abolire. Probabilmente tutto ì dovuto
dal fatto che, come riporta l'articolo, il governatore texano,
nell'ultima decade, abbia discusso pubblicamente solo una manciata
di volte. Spiegando anche che "Voters looking for a nominee
who'll be able to stand toe to toe with Barack Obama in the general
election - and the fall debates."
Il quarto punto invece tocca la sua organizzazione: "The
organization wasn't organized". Il suo team non è mai riuscito a
trasmettere l'idea giusta di Rick Perry, ovvero di uomo che detiene
un record di posti di lavoro creati che dovrebbe parlare da
solo.
L'ultima causa del suo naufragio è stato il fatto che la sua
campagna è stata vista come un matrimonio fra un "insular inner
circle" e "new outsiders". Matrimonio forzato come ci insegna la
campagna per le presidenziali repubblicane di Rudy Giuliani nel
2008.
Perry ora appoggerà Newt Gingrich nella corsa presidenziale. Una
mossa che potrebbe costare cara a Mitt Romney che nonostante la
vittoria in Iowa e new Hampshire potrebbe trovare oggi grandi
difficoltà già in South Carolina. Sensazione confermata anche
dagli ultimi sondaggi che lo segnalano in pericolosa flessione. A
pesare probabilmente anche l'ultimo dibattito in cui è risultato
alquanto piatto e poco comunicativo.
Domani sera vedremo se esiste o meno un effetto Perry sulla
corsa alla presidenziali. Da candidato presidente è durato molto
poco, da kingmaker potrebbe andare meglio.