Cool Conservative
di
Dario Mazzocchi
| 18 gennaio, 2012
| 8 commenti
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"Né i conservatori né gli umoristi credono che l'uomo sia buono.
Ma quelli di sinistra sì". È una delle massime di P. J. O'Rourke,
giornalista e autore statunitense che così racconta la sua visione
delle cose, ricordando quando negli Anni '60 si conformò al
pensiero dominante tra i giovani americani, abbandonando le sue
posizioni politiche: "Almeno non sono mai stato un liberal. Sono
passato dall'essere un repubblicano ad un comunista e poi sono
tornato immediatamente repubblicano". Un simpatico mascalzone che
ha ragione, ma non del tutto.
Il conservatore si porta dietro un certo pessimismo cronico, un
mix tra realismo e cinismo che agli occhi di chi guarda alle cose
attraverso gli stereotipi e i pregiudizi lo rendono un bastardo, un
usurpatore, un retrogrado. Un reazionario (bellissima parola ormai
caduta in disuso). È poi vero che i conservatori mettono in conto
la necessità di limitare le tendenze pericolose degli uomini
facendo uso di legge e ordine (Law and Order) e - quando proprio
occorre - della forza militare. E quello pensa: fascisti
(stereotipo).
Il conservatore al contrario è ganzo, figo, originale perché crede
che tutti abbiano qualcosa da dire, da esprimere, da portare alla
luce al punto che soltanto di fronte alle circostanze estreme il
bene più prezioso che si ha - la libertà - può essere
momentaneamente limitata. Notare la differenza: i liberal (sì,
proprio loro), nella visione del mondo così fastidiosa, rancorosa e
prepotente che hanno incorporata, sono dell'idea che l'uomo sia del
tutto incapace di fare qualcosa di giusto, d'intendere e volere.
Per creare una società giusta e corretta si affidano ad un'entità
morale superiore che spesso coincide con il concetto di stato a
seconda delle loro preferenze e dei loro criteri, in grado di
infilarsi nelle libertà individuali, dettando comportamenti, azioni
e regolamentazioni sociali. Il popolo - dicono - va istruito, che
non è un sinonimo di educato.
È un virus che contagia facilmente, tipo quel David Cameron che
qualche anno fa appoggiò l'aumento delle tasse o l'ex Terminator
Arnold Schwarzenegger (Republican In Name Only) che ha contribuito
a mandare in bancarotta la California, spendendo i soldi dei
contribuenti in politiche ecologiste che non hanno portato da
nessuna parte e soprattutto hanno condotto ben lontano dal
risparmio le casse dello stato della West Coast. Una debolezza che
in diverse occasioni intacca le difese immunitarie, negli Stati
Uniti, della destra cristiana, specie quando chiede da parte
del governo di rafforzare la cosiddetta morale pubblica, facendo la
figura di quei gruppi femministi di casa nostra che ora domandando
"se non ora, quando?", mentre trent'anni fa pretendevano che ogni
cosa fosse lecita.
I conservatori sono cool. Rispettano istituzioni fondate nel tempo
come la famiglia (non i suoi surrogati a piacimento), la scuola e
pure la Chiesa - senza indossare i panni del bigottismo in salsa
sociale/progressista. Celebrano la vita bevendo, alla faccia dal
salutismo regolamentato. Pigiando sull'acceleratore, in barba ai
numerosi divieti che hanno intasato le strade. Lasciandosi scappare
qualche parolaccia gratuita, qualche espressione aggressiva e
politicamente scorretta, a dispetto di chi finge di fare uso di un
vocabolario da educande. Sono per quel modo di vivere la vita che i
radical chic promuovo solo a parole: siate voi stessi, santi e
peccatori. Nel rispetto della libertà individuale e del buon senso,
che altrimenti ci si trasforma nei soliti fighetti del "so tutto
io".