Semplice buonsenso
di
Simone Bressan
| 26 settembre, 2011
| 6 commenti
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Se affermi l'ovvio in questo paese c'è il rischio che ti
prendano per matto. Renato Brunetta
ha detto una cosa banale: perché la Pubblica Amministrazione
deve obbligare il cittadino a produrre certificati che lo Stato, a
vario titolo, ha già in casa? Credo si tratti di un principio che
andrebbe sancito in Costituzione. Perché devo produrre un
certificato di regolarità contributiva? Interroga l'INPS e l'INAIL
e chiedi se ho pagato. Credo che con un Pc e un collegamento
internet si possa fare in dieci minuti. Invece no: file agli
sportelli, scadenze da rispettare, rinnovi e proroghe da chiedere.
Costi non monetari di uno stato che ormai si è trasformato in una
straordinaria forza ostile al ceto produttivo.
Alla sinistra quel che dice Brunetta piace poco. Forse perché lo
dice Brunetta o forse perché Brunetta si spinge sempre al limite e
cita l'inutilità del certificato antimafia. Stiamo parlando di un
fondamentale pilastro della lotta alla malavita organizzata che ha
permesso allo Stato, rimanendo alle parole di Giancarlo Galan, di
arrestare addirittura un mafioso (uno!) che si era dimenticato
dell'entrata in vigore della norma. Date queste premesse, io sono
ancora qui a chiedermi cosa stiamo aspettando ad abolire norme che
complicano la vita ai cittadini senza alcun beneficio per la
collettività.
A meno che complicare la vita alla gente non sia il vero
obbiettivo dello stato secondo quelli che oggi iniziano improbabili
crociate contro Brunetta e non contro il DURC.