Ritorna Al Qaeda
di
Dimitri Buffa
| 29 agosto, 2011
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Prima o poi ci toccherà bombardare i ribelli libici. Dopo averlo
fatto con Gheddafi. Nei quartieri generali dell'Alleanza atlantica
la battuta che circola con più insistenza è questa. Specie dopo che
si è scoperto il curriculum vitae di Abedelhakim Belhaj, l'uomo che
ha guidato i berberi alla liberazione di Tripoli. Si tratta infatti
di una vecchia conoscenza degli Usa ed aveva fatto anche un periodo
di detenzione a Guantanamo e poi a Bangkok nel 2004 dopo essere
stato catturato tra i cosiddetti resistenti in Afghanistan. Si fa
chiamare anche Abou Abdallah al Sadeq. Pare si sia fatti tutti i
santuari del terrorismo jihadista prima di venire beccato dalla
Cia: Iraq, Pakistan e infine Afghanistan. Il proprio training da
guerrigliero sarebbe cominciato già dal 1988 in Afghanistan quando
aveva solo 22 anni. La Cia lo ha interrogato a modo suo nel 2004
prima di rilasciarlo a Bangkok. Da qui sarebbe stato estradato in
Libia dove venne tenuto in carcere da Gheddafi fino al 2009 per poi
venire liberato quando il raiss penso di allearsi persino con Al
Qaeda. In pratica Belhaij è considerato uno dei leader militari del
Gruppo combattente islamico libico. Un gruppo bandito
internazionalmente dopo l'11 settembre e perseguitato anche da
Gheddafi negli anni '90.
E poi di nuovo dopo l'11 settembre 2001 nel periodo in cui
voleva accreditarsi come alfiere della lotta al terrorismo islamico
nel Maghreb agli occhi di Bush figlio. Il gruppo cui apparteneva
Belhaj era stato fondato nel 1990 da mujahidin libici di
ritorno dall' Afghanistan e in precedenza era stato guidato da Abu
Laith al-Libi, un alto leader di Al Qaeda in Afghanistan.
Uomo che si ritiene essere stato un anello di
collegamento chiave tra Al Qaeda e i talebani.
La scarna biografia di Belhaj ci racconta che è nato
nel 1966, che è laureato in ingegneria civile. E che
dovrebbe avere anche due mogli: una marocchina e una seconda
sudanese. Partito per l' Afghanistan nel 1988 per partecipare alla
jihad contro le forze di occupazione sovietiche, lo ritroviamo in
Pakistan, Turchia e Sudan negli anni '90. Poi gli arresti in
Afghanistan e in Malesia nel 2004, la prigionia a Guantanamo e la
"rendition" in Thailandia dove sarebbe stato interrogato dalla CIA
prima di essere estradato in Libia nello stesso anno. Nel 1995 ben
1800 membri del suo gruppo vennero segregati in carcere da Gheddafi
che solo nel 2010 cominciò a liberare i capi del movimento in un
disperato tentativo di restare in sella.