Dubliner/4
di
Simone Bressan
| 29 luglio, 2011
| 2 commenti
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Andare a Dublino e non visitare la fabbrica
della Guinness è come andare a Roma e non passare per il
Vaticano. Lo fanno in molti, ma è un vero peccato. Nelle
stesse stanze in cui Arthur Guinness pensò il vero oro nero, gli
eredi societari del buon Arth si inventano un percorso espositivo
davvero stupendo. Cesti di orzo tostato, vetrine di luppolo,
lievito in bella vista e cascate d'acqua: con questi quattro
elementi viene prodotta la Guinness e gli irlandesi te li mostrano
tutti e te li lasciano annusare, toccare, sentire. Una
voce registrata su una specie di walkie-talkie ti racconta tutte le
vicende che hanno fatto grande la birra più amata nel mondo e la
visita si chiude in bellezza , con una pinta offerta al settimo
piano dello stabile, nel bellissimo Gravity
Bar. Fuori dalla fabbrica e nelle vie adiacenti, un
piacevole odore di orzo tostato vi dà il benvenuto nel fantastico
mondo Guinness. O l'arrivederci, dipende dai punti di vista.
Per arrivare alla Guinness Storehouse dal centro di Dublino si
possono prendere un sacco di mezzi pubblici. Noi, però, preferiamo
muoverci a piedi e così capita che ci imbattiamo in un pittoresco
Cafè con tavolini sulla strada e interni color pastello. Si chiama
Cafè Erie e non ne trovate traccia su internet. Ci sono sedie
colorate, divanetti a quadri e tavoli in legno chiaro. Da provare
assolutamente i Muffins: grandi più della tazza di caffè nero
(molto buono) e di almeno dieci gusti diversi. Non c'è un muffin
uguale all'altro: anche quelli al cioccolato (i più comuni) hanno
ognuno una glassa differente. Noi ce ne siamo presi uno al gusto
Snickers e uno al cioccolato nero e bianco. Promossi a pieni
voti.
Sempre in tema di simboli c'è la Cattedrale di San Patrizio. C'è
molto poco da dire, è un posto da visitare perché l'Irlanda è in
buona parte la storia di questo evangelizzatore scaccia-serpenti.
Ci trovate la tomba di Swift, che di questa cattedrale è stato
decano e un fornitissimo shop pieno di gadgets a metà tra il sacro
e il profano.
Quello che di (profanissimo) non potete proprio perdere a
Dublino è un pub che si chiama Porterhouse. Batte
qualsiasi altro posto visto fino ad oggi. La birra è
prodotta in casa e i titolari si vantano di aver vinto per due
anni di fila il premio come migliore stout mondiale davanti
a...Arthur Guinness. Non è lesa maestà, perché la birra scura che
servono qui (Oyster Stout) è davvero eccellente. Più leggera della
Guinness (che comunque ha una schiuma ancora migliore) e pensata
per essere degustata come accompagnamento alle ostriche, non
sfigura nemmeno vicino al nostro Smokey Burger. E qui dobbiamo
aprire un capitolo a parte. Fino ad oggi l'hamburger migliore mai
assaggiato è stato quello di Five Guys in Virginia.
Qui andiamo oltre, decisamente una spanna sopra, con un retrogusto
affumicato che fa impallidire gli anemici hamburger di alcuni
fast-food italiani. Per chiudere una splendida bionda (oltre alla
mia compagna di viaggio) che va assolutamente ricordata: si chiama
Hersbrucker ed è un'altra produzione Porterhouse da assaggiare
senza se e senza ma. (4/Fine)