Dubliner/3
di
Simone Bressan
| 26 luglio, 2011
| 2 commenti
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Dublino è una città eccezionale perché ti dà l'impressione netta
di produrre cultura quasi spontaneamente, così, per il semplice
fatto di esserci. Dublino è una città letteraria non solo per
Joyce, Wilde, Yeats e tanti altri. E' una città che trasuda poesia
perché è in grado di trasmetterti poesia. E' così e non c'è
nient'altro da dire se passeggiare per i giardini del Trinity
College ti mette addosso la voglia di scrivere: lettere, poesie,
poemi, qualsiasi cosa. E così fermarsi all'Oscar
Wilde Memorial diventa un piccolo omaggio a chi, con la
raffinata semplicità dublinese, sanciva verità assolute con
rasoiate relativamente brevi.
Poco più in là, alla National Library, ci siamo goduti anche la
mostra dedicata a Yeats.
Esposizione curata, multidimensionale e davvero ben fatta pur
(immagino) con costi contenuti: niente effetti speciali e tanta
sostanza. L'atmosfera della National
Library è la stessa di una grande biblioteca. Silenzio e
meditazione si fondono in un ambiente che è maestoso e dimesso al
tempo stesso.
In questo post vi lascio altri due consigli per due pub da
visitare se capitate da queste parti. Il primo è l'O'Neill's, vicinissimo a
Trinity College e che è un punto di riferimento sicuro per i tanti
universitari dublinesi. L'ambiente è carino, con spazi molto ampi e
un buffet per la cena davvero ben allestito. Io assaggio una birra
Smithwick's (consigliata da AleTap) e devo
dire che mi piace parecchio: leggera, colore rubino, sapore poco
deciso e per niente impegnativo. Per gli stessi motivi, credo, alla
mia dolce metà piace molto poco. Comunque il pub è molto carino ed
è pieno di schermi su cui trasmettono uno sport davvero bizzarro, a
metà tra il calcio e il rugby, con qualche spruzzata di pallamano.
Dicono si chiami calcio
gaelico e se all'inizio mi pareva una mezza bestemmia devo dire
che alla fine, probabilmente grazie alla Smithwick's, ho apprezzato
questa nuova disciplina così amata nella terra dei trifogli.
La seconda menzione spetta di diritto a The Brazen Head. Per i
dublinesi è IL pub. Il primo, il più bello, quello dove ti siedi e
lasci che le birre facciano il resto. L'atmosfera è effettivamente
unica:gli interni trasudano storia e storie di gente passata di lì.
La domenica pomeriggio un quartetto di simpatici locali canta e
strimpella, portandosi dietro l'intero pub e coinvolgendo anche il
più restio degli avventori (io) a cantare canzoni patriottiche
irlandesi. La Regina Elisabetta mi perdonerà, spero. Dietro il
banco due signori sulla cinquantina, camicia e cravatta, spinano
Guinnes e se non gli viene bene come dicono loro la buttano. E
ricominciano il rito. Un piacere. Sláinte!
(3/continua)