Dubliner/2
di
Simone Bressan
| 24 luglio, 2011
| 1 commento
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Il primo parco che visito a Dublino
si chiama St.
Stephen's Green e si trova vicinissimo alla centralissima
Grafton Street. La particolarità del parco è la statua di James
Joyce, anche se quel che colpisce è la totale tranquillità di
un'area verde che dista, forse, cinquanta metri dal cuore dello
shopping dublinese.
A pochi metri, come detto, c'è
Grafton Street che a queste latitudini è un po' come Via
Montenapoleone. Ragazzini che fanno avanti e indietro e negozi
pieni di firme. La cosa bella è che è pieno di artisti di strada.
Artisti veri, che suonano musica vera e che ti fanno capire come
qui la musica sia una vera e propria passione. Suonano tutti:
piccoli, grandi, mamme, papà, nonni con nipoti, amici e famiglie
intere. L'occhio mi cade su un promettentissimo trio very irish. Si
chiamano Verona Riots e
per tre euro mi porto a casa il loro album. Sarà il tormentone
estivo e quando saranno famosi più dei Take That ricordatevi che
qui lo avevo detto.
Fuori dal centro e lontano dai
Verona Riots (ormai mio gruppo preferito) c'è Cobblestone, un pub che ci
è stato consigliato dal tassista che si è preso cura di noi tra
aeroporto e albergo. E' un posto molto poco turistico e, infatti,
non ci troviamo stranieri, ma davvero singolare. La prima sala
ospita un bancone pieno di spine (la spillatura della Guinnes è un
rito da ammirare in rigoroso silenzio), qualche tavolino e un
angolo dedicato a suonatori che immagino siano volontari. Con la
loro chitarra, banjo e tutti gli strumenti che qui sono in grado di
strimpellare, un paio di anziani signori intonano musica irlandese.
La loro passione si legge negli occhi ed è bello bere birra e
ascoltarli. Il "Do not disturb the musicians" è perfino superfluo:
qui nessuno si sarebbe sognato di rompere questa magia. Pochi metri
più in là c'è una seconda stanza, lunga e stretta, banco più
piccolo e palchetto per le esibizioni. Ogni sera un gruppo diverso.
Quando ci passiamo noi è il turno di Minnie and the Illywhackers,
quartetto tutto incentrato sulla splendida voce di Angie McLaughlin
e che si lascia andare ad un folk misto swing con diverse
contaminazioni bluegrass.
Fuori, intanto, Dublino conferma le
dicerie. C'è un cielo bellissimo (la foto che vedete è opera mia)
che rende tutto speciale. Ancor più speciale se condiviso con chi
ti ha rubato il cuore. (2/continua)