Scusate se insisto
di
Gionata Pacor
| 12 luglio, 2011
| 13 commenti
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Ho avuto solo una volta l'occasione d'incontrare il Prof.
Antonio Martino, ad un evento organizzato da Daniele Capezzone il
29 settembre 2007 a Milano, nel quale si parlava, guarda caso, di
flat tax al 20%. Dopo 4 anni il tema è tornato attuale e sia
Martino che Capezzone parlano di flat tax sulla stampa.
Sarebbe importante che ora il Prof. Martino, oltre che da
professore e intellettuale, agisca con la stessa decisione anche da
parlamentare. Il precipitare della situazione italiana sui mercati
ha reso un inasprimento della manovra ineludibile. Come ha detto
Martino stesso in una intervista al Giornale, il taglio della spesa
pubblica deve essere contemporaneo al taglio delle tasse, e sembra
che il momento sia davvero propizio per una manovra di questo
genere: nelle scorse settimane i media più vicini al centrodestra
hanno lanciato e rilanciato il tema della riforma del fisco, del
taglio delle tasse e della spesa pubblica. Abbiamo avuto delle
manifestazioni contro il fisco ed Equitalia, che mette le ganasce
alle auto e ipoteca le case non solo degli evasori fiscali, ma
anche di quelli che le tasse le dichiarano ma sono in difficoltà
economiche e non riescono a pagare. Abbiamo la nascita ed il
fiorire di associazioni contro le tasse, come ConfContribuenti, Tea
Party Italia. Abbiamo gli imprenditori che si organizzano per
resistere, con la nascita di associazioni come Impresa è
Rivoluzione e Imprese Che Resistono. Abbiamo avuto persino degli
attacchi della Lega Nord a Tremonti per la mancanza di coraggio in
tema di tasse e, incredibile a dirsi, abbiamo avuto la CISL e la
UIL che hanno organizzato delle manifestazioni contro le tasse! Se
non ora, quando?
Ecco quindi la mia proposta: si convochi un tavolo politico per
il taglio della spesa pubblica ed il con-tem-po-ra-neo taglio delle
tasse. Per gli scompensi temporanei di entrate, finché il prodotto
e quindi il gettito fiscale non abbiano ripreso vigore, si preveda
un piano di dismissione di parte del patrimonio pubblico. Antonio
Martino diventi il leader dell'attività riformatrice della
maggioranza. Si inviti a quel tavolo tutti i parlamentari che
potrebbero accettare di votare in Parlamento per l'equazione:
meno spesa pubblica + meno tasse = più crescita e sviluppo.
A quel tavolo si potrà discutere e presentare delle proposte
concrete al Consiglio dei Ministri o in Parlamento, con decisione,
mettendo in chiaro che non si accetterà un voto di fiducia su dei
provvedimenti che non tengano conto delle richieste presentate.
Meglio far cadere il Governo cercando di fare le riforme che
lasciarlo in agonia tentando di galleggiare, presto cadrebbe
comunque per su qualche manovra di palazzo. Almeno si potrà dire di
aver cercato di riformare l'Italia.
Ai parlamentari che potrebbero partecipare a quel tavolo mi
sento di dire una cosa: con la Grecia che sta fallendo, l'Irlanda
ed il Portogallo che la stanno seguendo, i tassi d'interesse che in
10 giorni sono saliti di un ammontare sufficiente a bruciare la
metà della manovra che state per approvare, con il debito pubblico
che galoppa verso i 2mila miliardi, con la tassazione ufficialmente
oltre il 42%, ma in realtà, come sappiamo tutti, molto più alta,
con tutti questi problemi che dobbiamo affrontare non è questo il
momento di pensare ad una rielezione nella prossima legislatura.
Qui si tratta di lasciare ai nostri figli un paese normale e non
uno Stato di polizia tributaria, un paese in cui si può investire,
guadagnare, creare lavoro e benessere, senza rischiare di vedersi
pignorato tutto quello che si ha alla prima difficoltà. Ai
parlamentari italiani che hanno a cuore il futuro del nostro paese
dico quindi: incontratevi con il Prof. Martino ed impegnatevi per
dare una nuova linfa vitale al paese. Quando si tratterà di tornare
al voto non ci dimenticheremo di voi.