Steve Jobs, ladro di idee
di
Andrea Mancia
| 11 giugno, 2011
| 14 commenti
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Va bene che per qualcuno i prodotti Apple sono qualcosa a metà strada tra una sostanza psicotropa e
un'esperienza mistico-religiosa, ma tutto questo stracciarsi di
vesti mediatiche ogni volta che Steve Jobs presenta un nuovo prodotto (o comunque qualcosa firmato da lui) è, francamente,
imbarazzante. Anche perché, a forza di incensare - senza, nella
maggior parte dei casi, capire neppure cosa esattamente si sta
incensando - e a forza di agiografie travestite da biografie, quasi
tutti ormai credono che Steve Jobs sia davvero un genio. E non
soltanto un abilissimo venditore (soprattutto di se stesso), con
una carriera imprenditoriale che ha conosciuto molte vette e
altrettanti abissi. Nella "top ten" dei flop tecnologici stilata nel
2009 dal Daily Telegraph, tre prodotti su dieci sono creature di
Steve Jobs. E non è un caso.
Pochi, però, hanno il tempo o la voglia di studiare la storia
della rivoluzione digitale, o almeno di sentirsela raccontare da un
punto di vista diverso (come quello del co-fondatore di Apple, Steve Wozniak). E così anche casi clamorosi, come l'ultimo che ha coinvolto la
Apple passeranno sotto silenzio, sovrastati dal rumore di fondo
dei fanboy di Jobs e dei loro inni al Signore della Mela. Per i
pochi sani di mente rimasti a questo mondo, ecco la nuda cronaca di
quello che è accaduto.
(continua su Notapolitica.it)