Big Society. Sorry?
di
Dario Mazzocchi
| 18 febbraio, 2011
| 1 commento
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È una questione di priorità. Per il Primo ministro conservatore
David Cameron è la Big Society, punto centrale del manifesto
politica presentato nel corso della campagna elettorale della
scorsa primavera. Cosa sia di preciso non si sa e anche per questo
è una priorità: nel senso che qualche chiarimento farebbe comodo,
anzitutto allo stesso Cameron che non si è ancora scrollato di
dosso quell'aurea un po' fumosa che lo accompagna da tempo,
ormai.
Tant'è: lunedì di fronte ad una platea fatta di gente che si
rimbocca le maniche nel sociale, accompagnata da alcuni
imprenditori che operano in questo settore, ha fatto sapere che per
lui è un "dovere" quello di sistemare la cose in Gran Bretagna che
va al di là delle tante critiche sollevate dai piani economici, tra
spese tagliate e tasse in aumento. Il dovere di ridurre il debito
pubblico passa da qui, oltre che dalla manovra di 113 miliardi di
pound varata negli scorsi mesi sotto la regia del Chancellor George
Osborne. E se alcuni servizi non potranno essere adeguatamente
prestati dallo Stato, tanto meglio perché a quel punto sarà la Big
Society a sopperire alle mancanze e, indirettamente, a respingere i
tentacoli dell'assistenzialismo e dello statalismo in generale.
"Non ci renderà popolari", ha avvertito il messianico David. "Ci
renderà infatti impopolari. Mi renderà impopolare", ha sottolineato
con la retorica che lo caratterizza, "ma questo è il mio dovere:
dobbiamo farlo per il bene del Paese".
Un progetto che non piace a molti, soprattutto ai sindacati. Bob
Crow, che guida quello dei trasporti, ci è andato giù pesante
accusando Cameron di voler sostituire le "lollipop ladies", le
vigilesse che regolano il traffico all'uscita dalle scuole dei
ragazzi con dei volontari, "mentre ai banchieri responsabili di
questa crisi si prospettano altri sei miliardi di sterline come
bonus".
Ma la priorità del Primo ministro dovrebbe essere un'altra:
quella di farsi capire. A gennaio il 63% dell'elettorato britannico
non aveva ben chiaro o non capiva del tutto cosa significasse la
politica della Big Society. Nelle ore successive al discorso di
Cameron, la percentuale è salita al 74%.
L'idea più chiara di tutti forse ce l'ha Tony Blair: "Aspettiamo
e vedremo in cosa consiste". Pure un volpone come lui ha rinunciato
a capire Cameron.
DARIO MAZZOCCHI, 28 anni,
lombardo, giornalista. E' uno di provincia, e ci tiene.
Appassionato di Guareschi, Rugby e Conservatori Inglesi. Ha scritto
su Libero e non l'ha mai detto a nessuno, scrive su The Right
Nation e lo racconterà ai nipotini. Thatcheriano puro, non ri
rassegna ad avere David Cameron come leader. Ha un blog, Mondopiccolo, un Tumblr, un
profilo Facebook e tutto quello che serve per
rimorchiare.