Special Relationship
di
Nicola Bressan
| 1 dicembre, 2011
| 1 commento
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Su Sky in questi giorni stanno trasmettendo "The special
relationship", film datato 2010 e che racconta il rapporto, tutto
particolare, tra il presidente americano Bill Cliton e il primo
ministro inglese Tony Blair. Si tratta di due protagonisti del
panorama internazionale, alle prese con un periodo particolarmente
delicato sia politicamente (soprattutto in America con il Lewinsky
gate) che diplomaticamente (nel Regno Unito con la questione
irlandese e in Europa con Milosevic e lo sterminio razziale
in Kossovo).
L'idea del film è quella di mostrare la speciale relazione
che intercorre fra i due capi di governo ma è anche uno strumento
molto utile per conoscere e capire le azioni politiche e non degli
ultimi anni del primo millennio.
La pellicola inizia con il celebre incontro fra il presidente
americano appena rieletto e il capo del Partito Laburista del Regno
Unito, candidato alle elezioni del maggio '97. Un incontro
dai contorni decisamente particolari: primo perché Tony Blair non è
ancora stato eletto e quindi non si presenta in veste di capo di
governo, secondo perché Clinton sembra volersi ritagliare la parte
della prima donna, facendo dell'amico Tony un suo delfino
"europeo".
Emblematica, nel film, rimane la telefonata con cui Bill Clinton
si congratula con Tony Blair per la vittoria elettorale: pochi
istanti brevi, quasi freddi con cui il Presidente americano si
compiace per la vittoria e chiude rapidamente la conversazione
telefonica.
Nel Regno Unito intanto inizia a complicarsi l'Irish question
con l'IRA e il Sinn Fein che si delineano sempre più come due
organizzazioni di carattere aggressivo. L'appena eletto Tony chiama
subito il suo collega transoceanico chiedendogli alcun i consigli,
proprio come farebbe un qualsiasi figlio impaurito con il proprio
papà. La telefonata sembra aver prodotto proficui risultati ma
alcuni giorni dopo l'IRA ammazza due poliziotti inglesi. Così il
presidente americano, per preservare la leadership del suo delfino
d'oltremanica, scende in campo e scandisce l'ultimatum alle due
organizzazioni irlandesi.
Ma come ben ci fa notare il film, la speciale relazione fra
Clinton e Blair inizia a sgretolarsi con il Lewinsky gate. Il
presidente americano è accusato di aver avuto rapporti sessuali con
Monica Lewinsky, all'epoca ventitreenne, e Blair, nonostante le
pubbliche affermazioni di solidarietà, inizia a meditare sul suo
ruolo nell'alleanza. Decisiva pare essere la moglie Cherie, da
sempre scettica nei confronti del piacione Bill.
La relazione fra i due presidenti ha una grande
possibilità di rinnovarsi, alcuni anni dopo, con la decisione sulla
guerra contro Milosevic. Eppure Clinton, sotto influenza della
moglie Hilary, è sordo alle richieste del premier britannico che
chiede oltre ad un bombardamento aereo anche un'operazione militare
congiunta per abbattere il regime di Belgrado. Così Blair, che come
afferma nel film si era "spinto fin troppo in questa guerra", ad
una convention a Chicago richiede pubblicamente l'intervento
militare americano. La pubblica richiesta mette in difficoltà la
presidenza di Bill Clinton, già in bilico dopo il Lewinsky
gate, e i principali tabloid americani inneggiano alla figura
del premier laburista, fino a coniare l'azzeccata definizione di
King Tony. Un leader talmente forte che riesce a mettere
d'accordo pure i conservatori, blanditi a colpi di citazioni di
Thatcher e Churchill.
Arriviamo al 2000 e ai giorni delle tormentate elezioni
presidenziali che vedono sfidarsi Bush e Al Gore. E' simbolico che
Bill Clinton scelga le ore tormentate di quei giorni per andare a
cena proprio dall'amico Tony. Un rapporto che, stando alle
ricostruzioni del film , è diventato freddo. La causa è con ogni
probabilità il grande protagonista sulla scena internazionale del
premier britannico e il conseguente offuscamento della stella
democratica di Bill Clinton.
Il film si chiude con Bill Clinton che vede perdere il suo vice
Al Gore e appare a tutti una sorta di piccola bocciatura postuma
del clintonismo. Sullo sfondo si intravede la sagoma di una nuova
amicizia che avanza. Questa volta a geometrie un po' più variabili
e meno banali: il texano W da una parte e l'ormai affermato King
Tony dall'altra. Due personaggi che in comune hanno avuto, come
disse lo stesso Bush, solo "la stessa marca di dentifricio"
ma che hanno saputo convivere alla grande, condividendo scelte
anche difficili.
E' un film, ovviamente, ma la storia è raccontata davvero
bene.