Novantaquattristi
di
Simone Bressan
| 12 ottobre, 2011
| 5 commenti
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Mentre tutti si affrettano ad accreditarsi come frondisti o
malpancisti di questa o quella corrente e mentre le cene romane
fanno il pieno di peones pronti ad inscenare "Idi di Marzo" fuori
stagione alle spalle di Re Silvio, loro si definiscono
semplicemente "ultralealisti". Forzisti della prima ora, vicini a
un totem della rivoluzione liberale come Antonio Martino e,
particolare non irrilevante, toscani estranei al rito verdiniano:
Deborah Bergamini, Alessio Bonciani e Paolo Amato sono solo
tre esponenti della pattuglia parlamentare che chiede a Silvio
Berlusconi un cambio di rotta nel solco di quel che fu il sogno
tratteggiato dal Cavaliere nel 1994.
Per settimane molti attenti osservatori dei movimenti di Palazzo
Madama e di Montecitorio li avevano inseriti nella lunga lista di
uomini e donne pronti a indicare il pollice verso in caso di nuova
richiesta di fiducia da parte dell'attuale esecutivo. Lunedì, a
sorpresa, la mossa dei tre. "Abbiamo rotto gli argini prima degli
altri - spiega Deborah Bergamini- Già nel settembre del 2009,
al coordinamento regionale di Viareggio, presentammo un documento
molto critico per denunciare la gestione oligarchica del partito.
Nella primavera dell'anno dopo, abbiamo confermato tutta la nostra
preoccupazione. Oggi, però le cose sono cambiate, c'è un nuovo
segretario, Angelino Alfano e sta facendo un buon lavoro. Ha tutto
il mio appoggio. Vedo che il partito si sta dando una serie di
regole, per essere più aperto alle istanze del territorio, adesso
vediamo che stagione si apre."
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