Job Opportunities
di
Dario Mazzocchi
| 7 gennaio, 2011
| 4 commenti
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Giorni fa trovo in casella una mail di un'amica con un link e un
messaggio: "The Times openings!! Go for it!!". E così salta fuori
che ogni anno almeno 300 persone inviano le proprie candidature al
quotidiano britannico di proprietà di Rupert Murdoch. Basta
cliccare alla voce "job opportunities" che quasi tutti i giornali o
i gruppi editoriali di stampo anglofono ospitano in fondo alle home
page. In Italia non accade, sia mai! Anche da questo aspetto, si
misura la risposta alla crisi.
Le "job opportunities", le opportunità di lavoro, in questa
parte di mondo non sono concesse, perché - ed è inutile che
raccontino balle, sventolando la bandiera della meritocrazia -
quella che più conta è la raccomandazione. Non il "te lo raccomando
questo, perché è uno in gamba", ma il "ti raccomando, piglialo!". E
se malauguratamente si finisce nel giro dei candidati, dopo un
colloquio scatta categorica la chiusura "le faremo sapere".
Ovviamente, nessuno si farà vivo.
Una volta ho scritto a David Cameron, fresco di nomina a leader
dei conservatori, per avere qualche delucidazione in merito ad
alcuni punti del suo programma che parevano fumosi. Non mi
aspettavo di certo che fosse lui a rispondere alla mia e mail, ma
una risposta è pur sempre arrivata da una ragazza che faceva parte
del suo staff. Il tutto in 48 ore all'incirca. I dubbi su quegli
aspetti fumosi del programma rimangono, perché la replica sembrava
scritta da Cameron in persona, ma non ci ho badato più di troppo.
Rimaneva il peso della risposta in sé. Come quando decisi di
inviare il curriculum sia allo Spectator che a FHM (sì, FHM, perché uno ha il
diritto di divertirsi quando lavora), ben sapendo che difficilmente
mi avrebbero preso in considerazione. Cortesemente, mi fecero
sapere che al momento erano a posto. Ma me lo fecero sapere.
Ecco dove sta la differenza: perché anche il sottoscritto
compare nella lunghissima lista di chi ha scritto alle redazioni
italiane, senza manco avere un cenno di risposta dall'altra parte,
perché in Italia a mancare è la cultura del rispetto per il lavoro,
stritolata dai paradossi di corporazioni e ammuffite classe
dirigenti.
Finché non avremo delle "job opportunities", la retorica
politico-economica rimarrà quello che è. Retorica.
DARIO MAZZOCCHI, 27 anni,
lombardo, giornalista. E' uno di provincia, e ci tiene.
Appassionato di Guareschi, Rugby e Conservatori Inglesi. Ha scritto
su Libero e non l'ha mai detto a nessuno, scrive su The Right
Nation e lo racconterà ai nipotini. Thatcheriano puro, non ri
rassegna ad avere David Cameron come leader. Ha un blog, Mondopiccolo, un Tumblr, un
profilo Facebook e tutto quello che serve per
rimorchiare.