Cronache innevate
di
Dario Mazzocchi
| 21 dicembre, 2010
| 1 commento
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La neve tira fuori il meglio, ma pure il peggio di sé. I bambini
sono in festa, specie se le scuole rimangono chiuse e mancano pochi
giorni al Natale: l'atmosfera ne guadagna. Gli adulti la prendono
con filosofia o si mettono in fila a dire la propria tra una
lamentela ed un'accusa. Poco importa se la Protezione civile abbia
messo in guardia i viaggiatori e soprattutto i conducenti di mezzi
pesanti, l'importante è fare cagnarra non appena le condizioni -
meteorologiche - lo permettono. Tra le tante cose, per anni ci
siamo messi paura con gli inverni di una volta scomparsi chissà
dove, il mondo è alla deriva e il clima a ramengo: in compenso
abbiamo dimostrato che quando la brutta stagione e il freddo fanno
capolino, riusciamo a fare e dire di peggio.
Succede qualcosa di simile anche in Gran Bretagna, terra
certamente non abituata alle abbondanti nevicate per quanto da
qualche inverno a questa parte il fenomeno si è fatto più intenso.
Ieri l'aeroporto di Heathrow è rimasto chiuso, a Gatwick si sono
registrati ritardi e così i due cuori principali dei trasporti
aerei londinesi hanno lasciato a terra migliaia di persone, pronte
a far ritorno a casa per le feste o a partire per le vacanze. La
differenza tra noi e loro, però, sta nello stile.
Le polemiche non sono mancate, soprattutto nei riguardi della
British Airways, la compagnia di bandiera, per i tanti voli
cancellati dai tabelloni. La gente si è radunata negli scali e li
ha trascorso la notte, alla meglio. In molti hanno chiamato le
radio, soprattutto la BBC, per manifestare il "disappointment",
delusione o disappunto per quanto andato in scena. Il tabloid The
Sun si è divertito con il solito gioco di parole: "Whitemare before
Xmas", l'incubo bianco prima di Natale.
Eppure la maggior parte dei media più che far risuonare la
grancassa delle accuse, è impegnata a dare indicazioni precise
sullo stato delle strade, delle ferrovie e dei cieli. Mentre il
vescovo di Lichfield, il reverendo Jonathan Glendhill, l'ha presa
con filosofia, o meglio con religione: a chi è rimasto bloccato
dalla neve e non è riuscito a raggiungere i negozi per gli acquisti
o è in trepidante attesa che i corrieri espressi recapitino i
pacchi prima del 25, ha ricordato che le chiese rimangono sempre
aperte.
Dopo tutto, è Natale.