dic10
di
Vincenzo Faccioli Pintozzi
Liu Xiaobo, dissidente cinese, ha vinto il Premio Nobel per la
Pace. L'annuncio è stato fatto lo scorso 8 ottobre, e da allora il
governo di Pechino ha lanciato una campagna di repressione contro
la dissidenza democratica interna che non ha eguali. Se non, forse,
durante i tempi cupi della Rivoluzione culturale voluta da un Mao
Zedong in pesante disarmo, che sentiva la necessità di rinfocolare
gli animi dei suoi pasdaran per non essere allontanato dal potere.
Intendiamoci, i tempi sono cambiati: dai rastrellamenti porta a
porta, conditi da processi popolari che terminavano spesso con un
linciaggio, siamo passati a una più blanda operazione di copertura
totale.
dic7
di
Vincenzo Faccioli Pintozzi
Nel giorno in cui diciannove nazioni annunciano che non
parteciperanno alla cerimonia di consegna del Premio Nobel per la
pace 2010, assegnato al dissidente cinese Liu Xiaobo, l'Alto
Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite Navi Pillay
conferma: «Non sarò a Oslo in quei giorni. Ho l'agenda piena». E se
qualcuno aveva ancora dei dubbi sull'assoluta inutilità del Palazzo
di Vetro, bene, si ricreda: l'Onu non è inutile, è dannoso.
dic3
di
Vincenzo Faccioli Pintozzi
Facciamo un gioco. Ovviamente, se avete tempo e voglia di
giocare per qualche minuto al piccolo analista geopolitico. E
giochiamo con il gioco del momento: WikiLeaks, con annessi e
connessi. Il gioco consiste semplicemente nel non prendere per vero
l'assunto, sbandierato dai curatori del sito "spiffera tutto", che
definisce «un'operazione di contro-spionaggio» l'immissione in Rete
dei files riservati del Dipartimento di Stato americano. Se
partiamo da questa premessa, infatti, bisogna chiedersi chi ci sia
dietro questa enorme operazione e quali siano le finalità che la
giustificano.