Una Right Nation italiana
di
Andrea Mancia e Simone Bressan
| 29 novembre, 2010
| 36 commenti
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E' passato qualche anno da quando abbiamo inaugurato i nostri
blog. Spazi virtuali in cui vi abbiamo raccontato, a modo nostro,
storie reali. Contenitori di notizie, ritratti, frammenti che sono
cresciuti con noi e che per noi rappresentano un pezzo importante
di quello che siamo, di quello che pensiamo. A farci da scenario un
orizzonte comune, quel fusionismo che abbiamo a lungo invocato e
per cui abbiamo scritto, combattuto, litigato. Da sempre siamo
convinti che alla destra mondiale, e italiana in particolare,
serva recuperare una capacità di dialogo tra anime che troppo
spesso è mancata.
Fare fusionismo, oggi, significa mettere insieme, condividere,
evitare la dispersione e la polverizzazione. Siamo partiti da
questo dato empirico quando abbiamo pensato a questo nuovo blog.
Abbiamo scelto, così, di unire le forze e di rinunciare,
concretamente, al nostro piccolo orticello per provare a nuotare in
un mare un po' più grande. Condividendo opinioni e racconti ma,
soprattutto, mettendo a disposizione uno spazio a chi vorrà
condividere le sue esperienze con noi. Non è un prodotto
finito, questo. Ha, anzi, l'ambizione di diventare un laboratorio
in cui sviluppare, plasmare, immaginare una nuova destra anche per
il nostro paese.
Il video che presenta questo spazio dice molto. Racconta di chi,
in passato, ci ha emozionato. Di chi ha toccato le corde giuste e
ha saputo, ognuno nel suo contesto e nel suo tempo, rappresentare
quel popolo silenzioso che crede ancora nella forza dell'individuo,
nella sua specialità, nella capacità degli uomini di cambiare le
cose al di là di ogni sovrastruttura. Come avrete potuto facilmente
notare, non ci sono i protagonisti della vita politica italiana.
Non sono riusciti a rappresentare in maniera efficace il popolo dei
moderati, dei liberali, dei conservatori e dei riformisti. Al
contrario: hanno troppo spesso cavalcato le divisioni per poter
beneficiare di rendite di posizione tanto ininfluenti nel breve
periodo quanto dannose nel medio-lungo. Vogliamo cercare, partendo
da qui, di raccontarvi un altro centrodestra, capace di partire da
una narrativa autenticamente fusionista. Perché il futuro ci
riservi una Right Nation. Questa volta italiana.