Setcap and Structure...

Settlement Capital Corporation (SCC) is a specialty financing company that provides liquidity to owners and holders of periodic payments resulting from structured settlements, annuities, lottery winnings, government and commercial contracts and other secured future payment obligations. Considering Settlement Capital’s experience, knowledge, relationships and financial strength, SCC offers customers, brokers, attorneys, agents, financial advisors and consultants the opportunity to work with the industry leader in the secondary market for Since that pivotal transaction SCC has retained its leadership position by relying on its experience and knowledge to create the most effective and efficient operations, develop the most coveted relationships within the legal and insurance industries and spearhead the legislative efforts to regulate the industry. With its envied and special relationships with financial institutions on Wall Street, SCC has unmatched financial resources that insures SCC’s customers get the industries most competitive pricing. More on Structured Settlements, here.

V per Vendetta

Il presidente Obama ha vinto in Pennsylvania e così gli stanno simpatici gli Steelers. Noi tifavamo McCain, che era dell'Arizona. E così domenica notte tiferemo per i Cardinals!

Corse Clandestine - ...

Secondo gli allibratori interni di casa Varenne, Offshore Dream avrebbe recentemente superato (di 2-3 lunghezze) il campione uscente Jag de Bellouet nel Grand Prix di Sardegna. Invariata, invece, rispetto alle rilevazioni precedenti, la situazione complessiva delle due scuderie principali. Considerando il fatto che gli allibratori in questione, come dicevamo, sono “di parte”, è lecito aspettarsi un testa-a-testa serrato tra i due cavalli fino al traguardo.

Liberal? Democrats?

Questo è un volantino che spiega, meglio di qualsiasi altra cosa, perchè i lib-dem sono inadatti a fare qualsiasi cosa che non sia stare sempre e comunque all'opposizione.

Perchè ci serve un P...

Che questo Popolo della Libertà nasca democratico, verticista o non nasca proprio per niente quel che conta è che ormai l'Italia ha preso una strada ben precisa: da una lato una formazione di centrosinistra ancorata ai valori del socialismo europeo ma costretta ad acrobatiche alleanze con i giustizialisti di Di Pietro&C , dall'altro una compagine di centrodestra capace di esprimere una solida maggioranza elettorale ma certamente in affanno sul piano culturale e della progettualità politica. Nessuno sa, oggi, come sarà il PDL. E nessuno sa oggi se sopravviverà alla figura polarizzatrice di Re Silvio. Il problema, al di là del mero dato formale, è che nessuno sa nemmeno quali sono i valori che tengono insieme questa coalizione formata da democristiani, missini pentiti, socialisti e, in disparte, qualche liberale di buona volontà. Non è l'antistatalismo che fu la fortuna della Lega prima e di Forza Italia poi, non sono i valori cattolici, non è un'idea precisa di Nazione e di Patria. E' brutto da dire ma il vero collante del centrodestra sembra essere la paura di un nuovo governo di centrosinistra. Nulla di più, nulla di meglio. Il deficit culturale in cui siamo precipitati è dovuto anche e soprattutto alla mancanza di un serbatoio di pensiero autenticamente liberale, capace di conciliare la laicità socialista, la sussidiarietà cattolica e l'antistatalismo del popolo delle partite iva. La rivoluzione che tutti si aspettavano, quella del liberalismo di massa, si è compiuta solo a metà: abbiamo la massa (e non è poco), non abbiamo il liberalismo. Un pò per colpa dei liberali, che mai si sono organizzati per fare da pungolo al centrodestra berlusconiano, un pò per colpa di Berlusconi che mai ha voluto attorno a sè gente capace di elaborazioni di pensiero vere e profonde. Se il Pli, che vive una crisi profonda di identità prima ancora che elettorale, riesce nell'impresa di scegliersi un tandem come Taradash e Diaconale, allora una volta per tutte potremmo aver ridato una cittadinanza politica ai tanti che vorrebbero vedere un centrodestra capace di dare risposte rivoluzionarie in termini fiscali, economici e culturali. Una volta per tutte. Speakers' Corner: NeoLib, NeoLib/2, NeoLib/3

Coxcabledeals.com

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Time Warner Internet...

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Travelsphere

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Global Cooling (in i...

Il vecchio (aprile 1975) articolo di Newsweek sul “raffreddamento globale” che avevamo linkato qui è stato - finalmente - tradotto in italiano. Tutto merito di Grendel from the Moor.

La mia su Alcol e Gi...

Quassù nella sperduta e dimenticata Udine, capitale del Friuli, s'è scatenato un gran bel dibattito sul problema della diffusione degli alcolici tra giovanissimi. A lanciare il sasso nello stagno è stato Fabrizio Anzolini, consigliere comunale della Lista Cainero. A rilanciare (sono cose di qualche mese fa) l'amico Michele Basso, mio "compagno" di lista alle comunali. Poi, per un pò, il silenzio. Il velo di Maya si è squarciato di nuovo quando Anzolini ha annunciato un vero e proprio pacchetto di proposte. Cito dal suo blog:
Una mozione in Consiglio Comunale in cui il Consiglio sottolinei al Ministero per la Salute la preoccupazione per il crescente fenomeno dell'alcolismo giovanile e per il "no-senso" di una legge che vieta la somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni ma permette a tutti la vendita nei negozi Una mozione che impegni il comune a organizzare degli spazi, delle serate o dei pranzi "alchol free" per sensibilizzare l'opinione pubblica in occasione di manifestazioni sponsorizzate dal Comune di Udine della durata superiore ai tre giorni Un emendamento per fare in modo che il Comune di Udine non fornisca il proprio patrocinio a manifestazioni direttamente ascrivibili all'utilizzo di prodotti alcolici con l'esclusione delle feste tipiche e tradizionali
C'è stata polemica, sui giornali e sui blog. Proibizionisti (o presunti tali) da un lato, antiproibizionisti (o presunti tali) dall'altro. Senza stare qui a fare l'esegesi delle singole posizioni, dico la mia, visto che già in tre me lo avete chiesto. Credo si tratti di un problema da un lato grandissimo, dall'altro irrilevante. Grandissimo perchè un certo disagio giovanile esiste, si tocca con mano, è cosa di tutti i giorni. Irrilevante perchè concentrarsi sul fenomeno "alcol" significa nei fatti concentrarsi sulla conseguenza e non sulle cause, curare un malato quando è già molto malato ed evitare accuratamente ogni tipo di prevenzione. Io non credo, e lo dico con assoluta onestà, che a Udine esista un "problema alcol" tra i giovani. E credo anche che se il problema è tutto in una legge nazionale schizofrenica, allora spetta al governo fare qualcosa. Mentre se la questione riguarda in maniera specifica la nostra Regione, allora se ne parli in Consiglio Regionale e si rafforzino le misure di prevenzione e informazione. Ma credo, e lo ripeto, che il tema non sia nemmeno questo. Non significa niente che da noi molti giovani bevano il classico "tajut", e  che magari lo facciano a 16 anni contro i 17 del resto d'Italia. Questo non ci autorizza a dire che questi giovani sono degli alcolizzati. Il Friuli Venezia Giulia ha una tradizione, una storia, una cultura, che si intrecciano continuamente con la tradizione, la storia, la cultura del vino. Se c'è un posto in cui esiste la cultura del "bere bene" e del "bere responsabile", forse quello è proprio Udine. Il binge drinking, quella cosa oscena per cui bevi solo per ubriacarti, esiste qui come esiste nel resto del mondo, con le stesse identiche caratteristiche di disagio sociale che potrebbero manifestarsi con la bulimia, l'anoressia, le droghe. Anche se esistono disturbi alimentari sempre più frequenti, soprattutto tra i giovanissimi, nessuno si sognerebbe di proporre una giornata "food free" a Friuli Doc. Il centrodestra sta commettendo uno straordinario errore di parallasse quando crede di parlare ai giovani e in realtà propone solo di istituire divieti. Abbiamo imparato, e noi liberali di centrodestra lo sappiamo o lo dovremmo sapere meglio degli altri, che non sono i divieti il nostro modello di società ma che è la responsabilità personale quella in cui crediamo. Ai giovani, ai tanti giovani a cui vorremmo estendere il diritto di votare ben prima della maggiore età, dobbiamo dare risposte che complessive in termini di disagio giovanile, di difficoltà di integrazione, di strumenti per crearsi un lavoro o per trovarlo, detta con termini altisonanti, diamogli la possibilità di costruirsi un futuro. E avremo risolto, con pochissimi sforzi e in maniera virtuosa, anche il problema (o non-problema) dell'alcol, delle droghe e dei disturbi alimentari. Tutte facce di uno stessa sfida che se non affrontiamo con coraggio, rischiamo di perdere. Politicamente e non solo. Speakers' Corner: Anzolini, Anzolini/2, Anzolini/3, Anzolini/4 Perbenista, Perbenista/2, Perbenista/3, Perbenista/4

Un abbraccio (tardivo)

«Gli hanno schiantato addosso quattro aerei e lui ha risposto piantando la democrazia liberale in mezzo al deserto. Lo hanno insultato come mai nessuno prima e lui ha riscattato sessanta milioni di persone da due tirannie intollerabili. Errori ne ha commessi, grandi come i suoi propositi. In un mondo normale sarebbe un eroe, in quest'altro mondo lo hanno trattato da villano. Io gli ho voluto bene e ci tengo che resti scritto». Enzo Reale, 1972

Stasera

Stasera, alle 21, sono a Telefriuli per parlare del "Mito America" e del recente insediamento di Barack Obama.

Fate presto

Leggetevi di corsa Cremonesi. Perchè non ne parleranno stasera nell'apertura del Tg1. E non sarà nemmeno oggetto di uno speciale di Matrix o di AnnoZero. Nessuno cercherà di ristabilire un minimo di verità. E continueranno a dare addosso ad Israele.

Il presidente di qua...

Barack Obama, l'uomo che doveva unire gli Stati Uniti d'America, ha pensato bene di iniziare il suo mandato attaccando dal sito ufficiale della Casa Bianca il presidente uscente Bush. Secondo Corriere.it "Nel sito si ricorda come l'allora senatore «si recò a visitare migliaia dei sopravvissuti all'urgano all'Houston convention center», condannando «l'irresponsabile incapacità» dell'amministrazione Bush di dare una risposta efficace alla catastrofe."

Arab Mainstream Media



Hannan al-Masri, reporter della televisione Al Arabiya, è in diretta da Gaza quando le dicono che Hamas ha appena lanciato un missile dall'interno dell'edificio che ospita gli studi della tv. Una notizia che Hannan sembra trovare straordinariamente divertente... (hat tip: Little Green Footballs)

Cristofori Colombi

Fa piacere (e molto) vedere che ci sono milioni di Italiani che scoprono, oltreoceano, l'esistenza di una poderosa democrazia. Capace di rinnovare le sue leadership, di cambiare presidenti e maggioranze congressuali e di rimanere sempre uguale a sè stessa quando rinnova la sua promessa. Una promessa fatta di libertà, di ricerca della felicità, di sogni e di speranze. Sogni e speranze che hanno le sembianze di un 48enne senatore nero dell'Illinois. Ma che potrebbero avere il viso segnato dall'età di un reduce del Vietnam, e non cambierebbe assolutamente nulla. Dietro lo sguardo e i modi da rockstar di Barack Hussein Obama ci sta l'America profonda e mai capita fino in fondo. Quella in grado di alzarsi dopo due torri buttate giù a colpi di aereoplano, quella in grado di confermare un presidente come George Bush contro le previsioni (e i desiderata) del resto del mondo, quella capace di fare guerre in ogni parte del pianeta e di lasciare in eredità parlamenti e libere elezioni. Quella stessa America che i novelli Cristoforo Colombo scoprono soltanto oggi, magari dopo aver ammiccato a chi brucia in piazza le bandiere a stelle e strisce. Quella stessa America che cinquant'anni fa ha sacrificato centinaia di migliaia dei suoi figli per dare a questi signori la possibilità e il gusto di provare l'ebbrezza di disprezzarla. Per essere sempre così dannatamente speciale, oggi come ieri: grazie.

Jan 20th 2009

Obama Day – Li...

Ore 18.29: Discorso bello, ma non eccezionale. Ore 18.19: Secondo Dario, ha copiato un discorso di Bob Kennedy :-) Ore 18.14: ovunque noi guardiamo, c'è lavoro da fare. Rifacciamo l'America. Ore 18.13: Obama parla, come sempre si dimostra un grande oratore. Ore 18.06: Congratulations Mr. President! Ore 18.06: Tocca a Barack. Ore 18.00: Musica...anche la cosa più formale, negli States, diventa spettacolo. Ore 17.59: che Dio ti aiuti, Joe! Ore 17.57: Tocca a Joe Biden Ore 17.54: Aretha Franklin! Ore 17.50: Rick Warren, il pastore californiano, celebra l'invocazione. Ore 17.48: "Una rinnovata chiamata alla grandezza" Ore 17.47: "Cambiamento reale e necessario. Questo è il momento in cui il sogno è diventato realtà." Ore 17.46: Discorso di benvenuto affidato a Dianne Feinstein Ore 17.45: l'abbraccio con Joe Biden Ore 17.41: BARACK H OBAMA Ore 17.35: Inauguration Day spettacolare. Ancora una volta gli Stati Uniti si dimostrano un paese straordinario. Ore 17.33: se non dimentico qualcuno, tutti i presidenti sono arrivati. Ore 17.10: Obama ha una bella cravatta rossa. Bush una cravatta blu. Ore 16.36 Ore 16.31: "millions of people" secondo la fox. Ore 16.16: Indiscrezioni dicono che il discorso del nuovo presidente sarà breve, 20 minuti circa. Ore 15.58: Obama è alla Casa Bianca per un meeting con George W. Laura è molto più bella della nuova first lady. Ore 15.04: Lo streaming funziona e washington si sta lentamente riempiendo di gente Ore 14.46: ho inserito questo streaming via Hulu ma non è detto che funga :-) Ore 13.53: Hollywood President: Gateway Pundit, Flopping Aces, Red State, Big Hollywood. Ore 8.48: Il pezzo più bello mai scritto sugli otto anni di George W Bush alla Casa Bianca. Ore 8.45: è il gran giorno di Obama alla Casa Bianca. Ed è inutile ricordarvi che ci avrei visto volentieri John McCain. Ancora una decina di ore e questo senatore nero che ha incantato il mondo sarà "my president", come direbbe il vecchio John.

Perdonali, Abe!

Non arrabbiarti Abe, quattro anni passano in fretta.

Che Casini!

"Solo i partiti con statuti democratici certificati dalla legge possono usufruire dei finanziamenti pubblici, propone Casini. Chi vuol fare partiti senza requisiti democratici  rinunci a questi finanziamenti perche´ con il soldi dei cittadini si possono fare solo partiti democratici". Pierferdinando Casini Oggi sono d'accordo con l'Udc.
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