Strane storie..

Il premier Capita che alcune intercettazioni escano sul principale quotidiano italiano. Capita,perchè la magistratura italiana non è proprio delle migliori al mondo (qui si ci vorrebbe una bella classifica di Freedom House). Capita che mentre sei a Napoli a parlare con i leader più importanti del pianeta, il Corriere della Sera ti consegni un avviso di garanzia. E pazienza se sei il Presidente del Consiglio. Capita che all'inizio della campagna elettorale più equilibrata degli ultimi vent'anni il già citato Corriere metta in prima pagina un titolo che suona più o meno come una sentenza: "Ha corrotto un teste". Capita, in un paese in cui non c'è libertà di stampa. Ma capita sopratutto mentre la sinistra implode nel coacervo delle sua contraddizioni. Mentre Chiti scarica Consorte, mentre Fassino non si sa dove sia, mentre i "capitani coraggiosi" di D'Alema si dimettono anche dalle cariche condominiali. Allora capita che il Corriere ricicla una notizia di sei mesi fa e la sbatte in prima pagina. Quando Fassino verrà indagato perchè "non poteva non sapere", guardate la prima pagina del Corriere. Da qualche parte dovreste trovare scritto:
"Ha corrotto un cameriere": 20 euro di mancia in un ristorante romano inchioderebbero il Presidente del Consiglio. Avrebbe ottenuto in cambio un Franciacorta Millesimato del 97.
Buon anno a tutti, ragazzi. Ci vediamo alla Befana.

Desolante

La Camera Amnistia sì o no, non me ne frega niente. Ma se fai il deputato e la Camera viene convocata, tu alla Camera ci devi andare. Perchè le persone per bene a lavorare ci vanno, anche il 27 di Dicembre. Stamattina erano in ottanta e tra quegli ottanta c'è chi si è lamentato perchè la convocazione era mattutina (ore 9.30). Tutto questo è desolante.

Tanti auguri..

E' natale,tra poche ore.. A voi,cari lettori, va il mio migliore augurio di un natale sereno in compagnia delle persone a cui volete bene. Io vi leggo sempre con attenzione (per quelli che hanno un blog) e leggo con interesse tutti i vostri commenti, li apprezzo sempre e questo è il momento giusto per ringraziarvi. Un abbraccio a tutti, tanti auguri amici miei.

Elogio del tremontismo

Chiariamo subito un concetto: Tremonti non è un liberista. Non lo spacceremo per tale e non lo faremo diventare il paladino del liberismo in salsa nostrana. Tremonti non crede che il mercato sistemi tutto, o forse lo crede, ma sa che è una soluzione inapplicabile. Su Tremonti se ne sono dette e scritte tantissime, ma la verità è che questo ministro ha dovuto andare a nozze coi fichi secchi. E spesso ci è riuscito. Certo, con condoni, cartolarizzazioni (peraltro inventate da Visco), finanza creativa e tutto il resto. Ma Tremonti ha tenuto i conti in regola (mai una procedura di infrazione con lui), ha limitato le spese folli degli Enti Locali e ha tenuto le mani bel lontane dal portafoglio degli italiani. Non lo voglio spacciare per un santo, nemmeno per un paladino del libero mercato. Ma per uno che ha fatto un lavoro difficile in un momento difficile questo sì. E lo ha fatto bene. Sarebbe stato facile calare l'asso dell'una-tantum (stile eurotassa) e far tornare i conti. Lui ci ha messo del suo, rischiando molto. E spesso ha visto più lungo degli altri. Parlava di Fazio quando nessuno lo faceva, avvertiva del pericolo cinese quando nessuno se ne curava (ed è dell'altro ieri la notizia delle scarpe "tossiche"), temeva il pericolo "disinnamoramento europeo" mesi prima del "non" francese alla Costituzione. Su molte cose, ci aveva visto giusto. E' chiaro, io una simpatia particolare per i liberali, i liberisti e tutto il resto però c'è da dire una cosa: questo ministro ha limitato la spesa pubblica non necessaria e abbassato le tasse. Cioè fatto tutto ciò che un vero liberale dice di fare: diminuire il peso dello Stato. E' un ministro armato di realismo e realpolitik, con un acapacità di zittire avversari e oppositori che non ha eguali nel centro-destra. Sfruttiamolo di più, perchè quando parla arriva dritto alla gente. In questa campagna elettorale è quello che serve.

Quelli che ben pensa...

Fazio e TremontiQuando Giulio Tremonti se la prendeva con Bankitalia definendola una "lobby insostenibile", qualcuno se ne ebbe a male. Silurarono Tremonti e issarono Siniscalco. Secondo il settimanale Panorama era il tentativo di ricucire i rapporti con Bankitalia, dopo gli strappi del superministro creativo. Tremonti di creativo aveva ben poco. Probabilmente era l'unico che aveva il coraggio di dire le cose come stavano e adesso, inutile dirlo, tutti gli danno ragione. Era il 3 Luglio 2003 e tra Tremonti e Fazio infuriava la polemica sul DPEF e sulle riforme del Governo Berlusconi. Ma il motivo era un altro, molto più serio. Tremonti riteneva Fazio inadatto a gestire il sistema bancario italiano. E adduceva quelli che oggi sembrebbero autentici campanelli d'allarme non ascoltati. Oltre agli arcinoti casi "Cirio", "Parmalat" e lo scandalo della "Banca 121" a preoccupare il Tesoro era stata la gestione della "guerra per Generali" e l'invadenza del Governatore sul "caso Fiat",in cui Fazio, di fatto, bloccò il progetto di Mediobanca favorendo l'assetto previsto da Unicredit, San Paolo Imi, Capitalia e BancaIntesa. Fazio non è mai stato un arbitro onesto, quello che sta emergendo con Fiorani e la Bpi è probabilmente uno dei tanti episodi accaduti. Adesso gli scenari sono due: o si scoperchia definitivamente il pentolone delle relazioni tra finanza e politica oppure Fiorani verrà usato come capro espiatorio e chi aveva ed ha protettori più influenti di un Luigi Grillo qualsiasi non verrà minimamente sfiorato. Sempre Panorama, al tempo della querelle Fazio-Tremonti, pubblicava i nomi dei politici schierati con l'uno e con l'altro. Tra i fazisti troviamo: Guglielmo Epifani Savino Pezzotta Gianfranco Fini Marco Follini Pier Ferdinando Casini Rocco Buttiglione Gianni Alemanno Mario Baldassarri Enzo Ghigo Francesco Storace Vincenzo Visco Pierluigi Bersani Antonio Marzano Gianni Letta Luigi Grillo Chi per un motivo, chi per l'altro, queste sono tutte persone che si spesero in prima persona per la cacciata di Tremonti, dietro il paravento della richiesta (falsa) di "più collegialità" e l'accusa di "conti truccati". Poco dopo le dimissioni di Tremonti, il superministro disse
"parlerò quando sarà il momento, quando sarà tutto finito, per ora ho solo grosse amnesie ed è meglio così".
I fatti, tre anni dopo, hanno parlato per lui.

Nuova Casa

Eccoci qui. Nuovamente insieme. Benvenuti a tutti nella mia nuova casa; sono davvero contento di questo nuovo dominio tutto mio. Spero piaccia anche a voi. Nei prossimi giorni aggiornerò i links e tutto il resto, così da finire per bene il trasloco delle mie cose dalla casa vecchia. Per iniziare a far conoscere il sito mi pare il minimo partecipare al Week-end Open Trackback di Robinik, l'uomo a cui ho rotto le palle per essere qui oggi, con questo nuovo blog. (Grazie Robi) ..E all'open trackback del Master ..E ovviamente all'open trackback del sindaco! E grazie a tutti voi che mi avete dato il benvenuto nella nuova casa! Simone